mercoledì, 30 gennaio 2008
author: EvanDeCiren @ 08:27
category: libri, storia
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La trama, abbastanza fitta e articolata,è ambientata in Grecia nell'epoca in cui Sparta era all' apogeo ,si sviluppa intorno al personaggio dello zoppo Talos: nato a Sparta, da una nobile famiglia, Kleidemos, venne abbandonato dal padre, che, seppur a malincuore, dovette eseguire una legge molto crudele: i bambini che non erano perfetti nel corpo e non avrebbero potuto diventare dei guerrieri validi dovevano essere abbandonati) lo lasciò sul monte Taigeto, dove però il piccolo fu trovato da un vecchio pastore, un Ilota che pascolava le greggi del suo padrone sui prati vicini. Egli lo raccolse e lo portò a sua figlia perché lo allevasse, e gli diede il nome Talos. Il ragazzo crebbe, imparò la lotta e il tiro con l’arco dal suo nonno adottivo, che poi gli rivelerà di essere l' ultimo discendente della stirpe che regnava prima dell' arrivo degli spartani. Talos apprese come muoversi con abilità e sforzò il suo piede rattrappito a regger parte del peso del suo corpo. Nello stesso tempo suo fratello, di poco più grande di lui, cresceva tra i giovani della sua città allevato da guerriero. Un giorno essi si incontrarono e Talos si batté contro di lui perché suo fratello ed i suoi compagni avevano assalito la sua amica, Antinea che diventerà poi la sua compagna, la figlia di un contadino della pianura, fu ferito gravemente. Qualche mese più tardi, suo fratello, attacco la capanna,e insieme suoi compagni percossero violentemente Talos, e infine fece sbranare le sue pecore dal suo molosso Lacone, un grosso cane nero regalatogli dal padre in occasione della sua partenza per l'esercito. Quando arrivò il tempo delle guerre persiane gli Iloti furono condotti a Sparta per essere scelti come attendenti per i guerrieri e Talos fu scelto da suo fratello Brithos. Combatterono alle Termopoli dove il vero padre di Talos perse la vita (allora lui non lo conosceva come padre ma nel suo subconscio lo sospettava, difatti, da una riflessione Talos “là vidi anche mio padre, colui che mi aveva abbandonato da piccolo, senza sapere chi egli fosse, ma egli sapeva, io credo… ricordo il suo sguardo, le rare volte che ebbi modo di fissarlo negli occhi. In lui sembrava ardere una pena senza limiti, domata da una smisurata forza d’animo”, si capisce che sapeva cosa succedeva all’interno del padre). Re Leonidas incaricò Talos, Brithos e Aghias, compagno di Brithos, di recapitare un messaggio della massima importanza, senza saperne il contenuto, agli anziani di Sparta, ma il messaggio era vuoto. Da quando tornarono si diffuse la voce che i due guerrieri avevano mentito o avessero fatto in modo di ottenere dal re l’ordine di tornare per salvarsi la vita. Nessuno volle più avere contatti con loro. Aghias si suicidò impiccandosi in casa sua, suo fratello, invece, fuggì una notte per uccidersi, ma Talos glielo impedì con la forza, lo trasportò nella sua capanna e lo convinse a riscattarsi offrendosi di combattere assieme contro i Persiani e di aiutarlo nella sua guerra personale. L’amico del protagonista,Karas, suo protettore dopo la morte del nonno, rubò l’armatura del loro padre dalla casa del fratello e con quella Brithos combatté tutto l’autunno, l’inverno e la primavera per tutta la Grecia per uccidere gli emissari e le truppe persiane che andavano in lungo ed in largo a depredare le messi dei contadini. Si nascondevano nei boschi, dormivano nelle grotte sui monti; di giorno attaccavano improvvisamente e facevano stragi: Brithos attaccava come una furia e Talos gli copriva le spalle con l’arco del re degli Iloti affidato a lui in precedenza dal suo nonno adottivo Kritolaos, morto dopo il suo ritorno dalla casa di Antinea, la sua compagna, essendo stato curato dalle ferite e dalle fratture provocate da suo fratello e dai suoi compagni nel loro primo incontro. Massacrarono più di duecento soldati ed ufficiali persiani. Il fratello morì nella battaglia a Platea da eroe dopo un'epica battaglia. Talos fu riconosciuto come spartano e unico superstite della famiglia dei Kleomenidi, ritornato alla casa dei suoi veri genitori, parlò a sua madre la quale morì poco dopo tra le sue braccia. Dopo questo fatto intraprese la carriera militare e gli furono affidate numerose missioni, diventò così comandante di un plotone di "Uguali" (così venivano chiamati i guerriei Spartani). Pausanias, re di Sparta, lo convocò per esporgli il proprio piano di far cadere Sparta e far diventare gli Iloti non più degli schiavi, lo incaricò di andare a parlare con il satrapo di una regione remota della Persia per avere l’appoggio del gran re. Arrivarono al palazzo del signore dopo un viaggio lungo ed estenuante che portò quasi alla morte il suo compagno ed amico Lahgal (servo e amante di Pausanias). Il satrapo accordò l'aiuto del grande re a Pausanias e fece alloggiare Talos e Lahgal nel suo palazzo. Nel ritorno Talos invece di uccidere il suo compagno, come da ordine del re e del satrapo, lo lasciò fuggire e raccontò di averlo ucciso. Dopo aver fatto da emissario tra il re e il satrapo ritornò a Sparta ed apprese che gli Efori e gli anziani temevano il gran potere del re e volevano eliminarlo ed oltretutto sapevano, grazie alla testimonianza di Lahgal, della combutta di Pausanias con il gran re e con la scusa di uccidere un traditore lo eliminarono nel modo più cruento: facendolo morire di sete e di fame in un luogo sacro dove si era rifugiato per ripararsi dai soldati. Intanto Talos, ritornato nella propria casa vide un'incisione sulla tomba di sua madre che lo insospettì e non capì che senso aveva.Intraprese un viaggio, andò a trovare la donna che lo aveva allevato da bambino e la fece vivere in casa sua, andò da Antinea e, dopo essersi ricongiunti, ritornò in patria. Nel viaggio del ritorno si imbatté nella città degli antenati degli Iloti e trascorse li la notte in sogno capì che il messaggio che Leonidas aveva dato da recapitare agli efori e agli anziani fu sostituito ma un terremoto lo fece svegliare di soprassalto. Un terremoto violentissimo distrusse la città degli antenati e fece scappare Talos da quel luogo che, ritornando a casa, vide distruzione e morte in tutti i paesi nei quali si imbatteva ed arrivato a Sparta che era stata mezza demolita non trovò sua madre in casa sua che era in piedi ma pericolante. Il giorno gli Iloti attaccarono Sparta indebolita dal terremoto e Talos voleva aggregarsi a loro ma la coscienza glielo impediva perché avrebbe attaccato la città che i suoi familiari avevano difeso con la vita e restò a guardare. Finita la battaglia con gli Iloti in ritirata, Karas andò a parlargli e Talos gli espose i suoi pensieri e la notte andò dall’Eforo Episthenes a chiedergli spiegazioni e gli spiegò che i suoi parenti furono uccisi perché avevano sospettato che erano stati gli Efori ad avvelenare il vecchio re e furono mandati alle Termopoli con l’intento che morissero nella battaglia ma Leonidas doveva aver capito e mandò Brithos e Talos (che sapeva che era fratello del soldato) a Sparta con un messaggio che fu sostituito nel viaggio. Il messaggio del re spiegava il perché aveva mandato i giovani in patria e obbligava le autorità a far abolire la schiavitù agli Iloti e di farli vivere come persone libere altrimenti si sarebbe abbattuta l’ira degli dei sulla città. Letta la pergamena Talos scappò e andò ad unirsi agli Iloti che guidò fino ad Ithome indossando l’armatura degli antenati. Arrivati alla città la ristrutturarono e combatterono contro gli Spartiati e Antinea partorì il figlio di Talos. Gli Iloti tennero in scacco gli spartiati per 3 anni che non erano appoggiati neanche da Atene poiché, quando gli mandarono degli aiuti non li accettarono perché avevano saputo che molti dei combattenti ateniesi appoggiavano gli Iloti e Cimone ritenuto il responsabile dello smacco ricevuto ad Atene fu messo in esilio. L’ultima guerra fu interrotta quasi a metà poiché un messo avvertì il re d'interrompere gli attacchi perché l’oracolo di Delfi aveva detto che bisognava lasciar liberi gli Iloti e gli Ateniesi li guidarono in una nuova terra ma Talos scomparve e rimase solo la corazza degli antenati ritrovata da Karas.

FONTE: Wikipedia
martedì, 29 gennaio 2008
author: EvanDeCiren @ 07:44
category: buddismo
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Recitate Daimoku sinceramente per le persone che più vi causano problemi. Anche questa azione aprirà la vostra vita, perchè è un elemento vitale della pratica buddista.


Un giorno, un anno 18 giugno

Fonte: daisakuikeda.splinder.com/archive/2008-01

giovedì, 24 gennaio 2008
author: EvanDeCiren @ 07:36
category: amore, buddismo
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Qualche volta si vince e qualche volta si perde. Nella vita accadono molte cose. Quando si incontra un contrattempo, prendetela con filosofia, dicendo a voi stessi: "Qualche volta la sconfitta può trasformarsi in vittoria!" e continuatre ad avanzare con spirito vivace e allegro, senza che ciò vi deprima o arresti i vostri progressi. Desidero, però, ricordarvi che la cosa più importante è la vittoria finale. Dobbiamo recitare davanti al Gohonzon con tutto il cuore per conseguire la vittoria definitiva.


estratto da GLI ALBERI DEL DOMANI, già in IL NUOVO RINASCIMENTO n. 371, pag. 5

Fonte: http://daisakuikeda.splinder.com/archive/2007-07


lunedì, 21 gennaio 2008
author: EvanDeCiren @ 10:08
category: games, guide, xbox360
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Benvenuti a Raptune

1960 - Mid Atlantic
Appena preso il controllo del personaggio nuotate attraverso le fiamme e i rottami dell'aereo fino al vicino faro e salite le scale, entrate nell'unica porta che trovate e scendete la scalinata che incontrerete al suo interno.
Entrate nella batisfera e utilizzate la leva al suo interno.
Inizia così la vostra discesa nelle profondità della misteriosa Rapture, dopo i primi misteriosi dialoghi raccogliete la radio, gustatevi i primi macabri intermezzi e uscite dallo strano mezzo acquatico.
Nella stazione della batisfera iniziate a prendere mano con i controlli di gioco, raccogliete la chiave inglese e utilizzatela subito per demolire un pezzo di muro che vi sbarra la strada, proseguite quindi evitando il divano in fiamme che vi rotola addosso mentre tentate di salire una scalinata. Ora dovete per forza di cose iniziare ad usare la vostra chiave inglese per sbarazzarvi dei nemici che da ora in poi incontrerete durante la permanenza a Rapture.
Cercate nel corpo dei nemici uccisi per raccogliere gli oggetti in loro possesso e salite le scale che portano al distributore di Plasmidi.
Qui acquisite il vostro primo plasmide che torna utile per eliminare i nemici o aprire le serrature in corto circuito. Vi tornerà utile da subito per questo secondo utilizzo in quanto per proseguire è necessario utilizzare il plasmide del fulmine sulla serratura.
Passate l'aerea parzialmente allagata in cui rivedete da vicino l'aereo sul quale eravate fino a poco prima, uccidete i vari Ricombinati che vi attaccano e proseguite entrando nell'ascensore.

Kashmire Restaurant / Footlight Theater
Eliminate la ricombinati che trovate una volta fuori dall'ascensore e cercate nella culla abbandonata dalla donna. Otterrete così la vostra prima arma da fuoco. Scendete nel cocktail lounge, preparatevi ad affrontare alcuni ricombinati che vi attaccheranno.
Cercate bene in ogni angolo delle cucine e risalite dalle scale, recatevi ai bagni e cercate una stretto passaggio per proseguire nel gioco nella speranza di raggiungere quanto prima il...

Rapture Metro, in questa zona potete far pratica utilizzando il plasmide che genera una scarica elettrica dalle vostre mani per uccidere diversi nemici in un colpo solo semplicemente scaricando sull'acqua a terra le vostre scariche. Così facendo ucciderete più avversari utilizzando una sola volta i vostri poteri. Questa zona è prevalentemente una zona di passaggio, eliminate ogni nemico, cercate nei corpi gli oggetti utili e i soldi, prestate attenzione ai sistemi di sicurezza e proseguite decisi verso il Medical Pavilion.

Medical Pavilion

Nel medical Pavilion trovate i primi distributori automatici, macchine che da ora in poi si rivelano come le vostre migliori amiche e compagne d'avventura. In queste è possibile rifornirsi di ogni accessorio, armamento o medikit a seconda del tipo di distributore.
Iniziate aggirando il sistema di sicurezza vicino all'ingresso di emergenza, fatto questo sarete in grado di utilizzare la stessa tecnica anche nelle macchine distributrici per poter pagare meno i prodotti erogati.
Salite poi le scale, azionate l'interruttore, entrate nella porta e successivamente azionate il sistema elettrico.
Combattete contro le ondate di ricombinati che vi attaccano, in questo caso è utile aggirare i robot di sorveglianza per ricevere un aiuto nella battaglia, risparmiando così medikit e munizioni.
Proseguite nella porta che si è appena aperta e preparatevi ad affrontare altri ricombinati e alcune letali torrette che vi consigliamo di aggirare il prima possibile.
Proseguite in direzione dell' Eternal Flame facendo attenzione al Nitro ricombinato, salite le scale per ottenere un nuovo plasmide con il quale incenerire ogni cosa.
La direzione da prendere ora è quella che vi porta all'area Dental Services, con il nuovo plasmide appena ottenuto potete ora sciogliere il ghiaccio che preclude l'accesso a diverse zone di gioco. Proseguite, dovo aver eliminato la lastra di ghiaccio nel muro e raccogliete il fucile a pompa, prestate attenzione alle slicers che vi attaccheranno al buio e entrate poi al Dandy Dental, cercate il vostro terzo plasmide che vi dona degli straordinari poteri telecinetici.
Salite le scale e dirigetevi verso la clinica del Dr. Steinman. (Dr. Steinman's Aesthetic Ideals)
Ben presto vi troverete in un punto chiuso in cui non potete proseguire se non utilizzando il vostro ultimo potere acquisito attraverso i plasmidi.
utilizzando la telecinesi infatti è necessario fermare la granata che vi viene lanciata da una balconata e ridirigerla nella barricata che vi blocca il cammino verso la clinica chirurgica.

Ecco che giungerete così al primo boss da affrontare, il Dr. Steinman.
Prestate attenzione, il Dr. Steinman è armato quindi risulta letale da ogni distanza
L'utilizzo del plasmide che scarica i fulmini è consigliato per riuscire a stordire il dottore dando modo di poterlo colpire indisturbati.
Tentate di colpirlo alla testa per ottimizzare i danni che farete e una volta eliminata la minaccia del malvagio dottore non dimenticate di cercare nel suo corpo per ottenere la chiave per poter proseguire nell'avventura.
Recatevi all'uscita d'emergenza, tirate le leva per aprire la porta e prendete la batisfera che vi porterà al Neptune Bounty.

Neptune's Bounty - Arcadia

Attraversate il molo e sconfiggete il primo Big Daddy che vi troverete ad affrontare, scegliete cosa fare della sorellina anche in questo caso e nel caso decidiate per la sua salvezza e avete fatto lo stesso anche per le altre trovate prima ecco che verrete contattati dalla Tannenbaum per la vostra prima ricompensa. Ogni volta che la donna dallo strano accento vi contatterà per una ricompensa la farà lasciare da una bambina presso uno dei distributori di plasmidi all'interno di un orso di peluche.
Dirigendovi alle Fontaine Fisheries raccogliete i bonus presenti nel piccolo orsetto e vi accorgerete che vi serverà una fotocamera e delle foto per proseguire.
Trovate la fotocamera nella sala interrogatori e iniziate a scattare foto ad ogni spider ricombinato che incontrerete. Vi sarà facile riconoscerli perché si muovono prevalentemente attaccati ai soffitti e scendono solo per attaccarvi con i loro temibili uncini.
Fatte le foto ai ricombinati verrete avvisati di aver completato il vostro obiettivo e vi sarà possibile proseguire nel gioco.
Recatevi alle Fontain Fisheries dove presto scoprirete che per proseguire è necessario che abbandoniate ogni vostra arma.
La scelta è purtroppo obbligata ma non disperate perché potete sempre contare su tutti i vostri poteri acquisiti con i plasmidi.
Equipaggiate il plasmide che vi permette di incendiare ogni cosa e sciogliete il ghiaccio che vi sbarra porte e oggetti da raccogliere.
Giunti allo scontro con Peach Wilkins eliminatelo (non sarà troppo difficile) e proseguite verso il sottomarino. Durante il cammino è possibile inoltre recuperare le proprie armi.

Smuggler's Hideout
Procedete attraverso le caverne inondate di questo piccolo livello per andare ad incontrare finalmente Atlas.
Eliminate i numerosi ricombinati che vi attaccheranno e proseguite la vostra avventura raggiungendo Arcadia.

Arcadia
Da questo punto inizierete a raccogliere ingredienti che vi torneranno poi utili nella stazioni U-Invent. Cercate in ogni luogo quindi e attenzione ai passaggi segreti e ai luoghi apparentemente inaccessibili..
Seguite le indicazioni nel tentativo di raggiungere la Metro Station, attraversate per prima cosa l'area del Tea Garden.
Farete la conoscenza di una nuova specie di ricombinati chiamato Houdini con l'interessante capacità di vaporizzarsi e ricomparire in altri luoghi, solitamente alle vostre spalle per attaccarvi. Attenzioni quindi a non farvi cogliere impreparati.
Proseguite verso l' Arcadia Glens e continuate in direzione Rolling Hills dove avrete una brutta sorpresa.
Raggiunto il laboratorio di ricerca la Dottoressa Langford vi chiederà di recuperare una particolare specie di rosa.
Alcune aree prima inaccessibili sono ora raggiungibili, ad esempio la Tree Farm e Waterfall Grotto,proprio in questa troverete quello che vi serve. Raccoglietela e tornate al laboratorio.

Ancora una volta però le cose non andranno come pianificato una volta che passerete la rosa alla Dottoressa infatti Andrew Ryan rimescolerà le carte in gioco cambiando i vostri programmi.
Entrate nel laboratorio e utilizzate il codice appena appreso grazie all'eroico gesto della Dottoressa (9457) per aprire la cassaforte

Farmer's Market - Hephaestus

Ancora una volta fate un respiro profondo e buttatevi alla ricerca egli ingredienti per creare il Lazarus Vector, vi serviranno 7 campioni di acqua distillata, 7 campioni di enzima e 7 soluzioni di clorofilla. Recatevi al Farmer's Market e usate la chiave trovata nella cassaforte per accedervi.
Esplorate in lungo e in largo la zona, eliminate ogni ricombinato ed esaminatene il corpo, non trascurate i contenitori sparsi per la zona.
Arrivati all'apicoltura utilizzate gli erogatori di fumo per poter liberarvi degli insetti e buttarvi nella ricerca degli ingredienti, prestate attenzione visto che il tempo in cui potrete esaminare i vari contenitori è molto breve e i nemici non mancheranno.
Nella Winery otterrete gli alti ingredienti necessari e una volta ottenuti tutto il necessario tornate al laboratorio per la terza volta.

Dopo aver creato il vettore servendovi della U-Invent Machine utilizzatelo nella Misting Machine sempre all'interno del laboratorio per procedere a fermare i piani di Ryan.
Verrete attaccati da un numero impressionante di ricombinati ma con un po' di fortuna nelle vicinanze ci sarà un Big Daddy che potrete utilizzare a vostro piacimento, discorso analogo per le torrette che, se raggirate, vi forniranno un prezioso aiuto.
Eliminata la minaccia dei ricombinati sarà finalmente possibile utilizzare il Lazarus Vector.

Fort Frolic
Ora non vi rimane che recarvi a prendere la batisfera in direzione Fort Frolic, una volta scesi muovetevi in direzione Hephaestus alla ricerca di Sander Cohen.
La maggior parte delle porte e dei passaggi sono sbarrati e sarete forzati ad entrare in un grande teatro, fotografate il pianista morto per la gioia di Cohen e della sua opera. La foto scattata infatti, così come per quelle che scatterete di qui a poco, andrà posizionata nell'opera di Cohen che troverete all'ingresso del teatro.
Dopo ogni foto riceverete un dono da Sander, iniziate raccogliendo l'arco.
Uccidete quindi Kill Martin Finnegan, Silas Cobb, and Hector Rodriguez (uno lo trovate nell'area refrigerata, uno nel negozio di dischi e uno nel garden store) ricordatevi di scattare loro una foto una volta morti e posizionate lo scatto nelle cornici predisposte nell'opera di Cohen.
Completata l'opera incontrerete il pazzo artista e vi sarà possibile lasciarlo o meno in vita, a voi la scelta.

Hephaestus
Recatevi ora nell'ufficio di Andrew Ryan e proseguite per l'area chiamata Hephaestus Core uccidendo ogni ricombinato che vi sbarrerà la strada e cercate il modo di sovraccaricare il Core.
Cercate quindi il sistema di monitoraggio del calore e poi procedete in direzione dell'officina Kyburz e raccogliete ogni cosa che potrà tornarvi utile.
Troverete una bomba che però manca di alcuni componenti. Ricercate quindi ogni cosa vi possa servire, la lista comprende anche alcuni pezzi che troverete solo nei Big Daddy quindi sarà necessario ucciderne alcuni per proseguire.
Uno dei componenti del dispositivo si trova nell'ufficio di Kyburz e per entrare al suo interno vi servirà un codice che viene svelato in un diario che si può trovare nella zona del Core, è possibile eventualmente aggirare la serratura.
Raccolti tutti i componenti e assemblata la bomba correte nuovamente nell'area del Core.

The Core
In questa calda area la prima cosa da fare ruotare la pesante manopola che regola l'uscita della lava per ridirigerne il flusso.
Nel fare questo sarete costantemente interrotti dagli attacchi dei ricombinati quindi attenzione alla vostra vita. Potete interrompere la vostra azione e eliminare ogni nemico o continuare a ruotare la valvola senza badare ai nemici, fatto questo tirate la leva che vedete di fronte al Core e piazzate la vostra bomba.
Ora è il momento di tornare nell'ufficio di Ryan e sbarazzarsi delle serrature.

[MANCA L'ULTIMO LIVELLO]
domenica, 20 gennaio 2008
author: EvanDeCiren @ 18:17
category: amore, diario
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Il mio cuore ubriaco illude la mia mente la mia mente realistica rende cieco il mio cuore, non so più che cosa sia bene o male o odio o amore.
La mia fede resta, solo una piccola fiamma da alimentare.


Evan DeCiren
domenica, 20 gennaio 2008
author: EvanDeCiren @ 17:40
category: diario, storia
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Si dice che con il tempo si può cambiare e che le persone cambiano, ma anche le azioni di una persona possono cambiare il singolo individuo, il dolore o la gioia che nasce da tutto questo crea il tempo.

Le ferite lievi si rimarginano solo se le curi, perché queste se vengono trascurate creano una spaccatura tra vita e morte.

Vorrei guardare in faccia la morte, sorridergli e dirgli che oggi non è il momento, che non è ora!

Son stufo di continuare scendere e risalire! Portami via per sempre o lasciami dove sono! Ma lo sappiamo tutti che non è così, devo morire e risorgere, perché questa è la mia vita!

Evan DeCiren

domenica, 20 gennaio 2008
author: EvanDeCiren @ 17:31
category: musica, idoli
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Muori, Muori Mia Cara

Muori, muori, muori mia cara
Non dire una sola parola
Muori, muori, muori mia cara
Chiudi solo la tua graziosa bocca

Ti vedrò ancora
Ti vedrò… all’Inferno

Non piangere con me oh piccola
Il tuo futuro è in una scatola rettangolare, sì
Non piangere con me oh piccola
Avresti dovuto vederlo- andiamo
Non piangere con me oh piccola
Non so che fosse in tuo potere
Non piangere con me oh piccola
Sei una ragazza completamente finita per un ragazzo completamente finito
Non piangere con me oh piccola
Ora la tua vita sgocciola sul pavimento
Non piangere con me oh piccola

Muori, muori, muori mia cara
Non dire una sola parola
Muori, muori, muori mia cara
Chiudi solo la tua graziosa bocca

Ti vedrò ancora
Ti vedrò… all’Inferno

Non piangere con me oh piccola
Il tuo futuro è in una scatola rettangolare, sì
Non piangere con me oh piccola
Avresti dovuto vederlo- andiamo, andiamo
Non piangere con me oh piccola
Non so che fosse in tuo potere
Non piangere con me oh piccola
Sei una ragazza completamente finita per un ragazzo completamente finito
Non piangere con me oh piccola
Ora la tua vita sgocciola sul pavimento
Non piangere con me oh piccola
domenica, 20 gennaio 2008
author: EvanDeCiren @ 14:43
category: libri, storia
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Ho sentito dire che un amante ricorda le stagioni e gli anni trascorsi in funzione delle donne che gli hanno infiammato il cuore. Ricorda ad esempio un certo anno in cui, pazzo d’amore, cercava la sua amata in quella data città e un determinato anno in cui un’altra fanciulla aveva ceduto infine alle sue lusinghe.

Per il guerriero, invece, le stagioni non sono segnate da tali tenere rimembranze, né dal passare dei giorni e dei mesi, ma dalle battaglie. Dalle campagne combattute e dai compagni perduti; dalle prove superate: scontri e confronti da cui il tempo cancella tutti gli eventi superficiali, lasciando soltanto luoghi e nomi che nel ricordo del guerriero raggiungono una dimensione alta e nobile che va oltre il normale commemorare, una dimensione che è stata acquistata con la santa moneta del sangue e  riscattata con la vita degli amati compagni d’arme.

Così come il sacerdote ha la sua graphis e la sua tavoletta di cera, anche il soldato ha la sua iscrizione. La storia è scritta sulla sua stessa persona con uno stilo di ferro, il suo alfabeto istoriato con la lancia e la spada sul suo corpo in maniera indelebile.

Tratto dal libro

LE PORTE DI FUOCO di Steven Pressfield

domenica, 20 gennaio 2008
author: EvanDeCiren @ 14:38
category: amore, diario, storia
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Guardo lo specchio e li vedo…

Sguardo vuoto e tormentato, non importa più cosa fissino o cosa pensino in questo momento, qualcosa mi dice che non reagiranno a niente.
Come un orologio fermatosi dopo un urto, il tempo per lui si è fermato, i miei occhi come la mente hanno subito quell’urto che mi ha stordito o meglio dire, anestetizzato.
Sono stordito? no no… da uno stordimento mi riprenderei, ma purtroppo non è così in questo momento qualsiasi botta che ricevo non mi fa niente, sento poco o niente, fisso il vuoto come una bambola di porcellana.

Cosa mi ha bloccato? Beh forse lo so cosa mi ha bloccato la stessa cosa che ho mandato giù e che ora la sto buttando fuori, forse mi sbaglio, ma ho fatto qualcosa di umano ma disumano per l’essere che sono. Tornare indietro non si può e se si potesse, so che rifarei la stessa cosa, allora non posso dare la colpa a quello che ho fatto. Dico questo perché ho accettato tutto, che lui rimanesse anche suo amico che lui fosse un amico come gli altri, l’ho fatto perché avevo paura di perderla e perché non avevo nessun’altra scelta, lei non è stata capace a definire le cose con lui, e io con la mia bontà non l’ho obbligata a farlo anche se ho sempre voluto farlo, che lei non lo sentisse più, so con certezza che non l’avrebbe mai fatto anzi avrei peggiorato la cosa, in questione ho le sue parole in mente che dicono: “se me lo vieterai lo potrei vedere di nascosto” (Sicuramente smentirebbe tutto) il ricordo viene sul treno di ritorno da Losanna quando ho confessato che lo avevo digerito e mi ha chiesto se potesse vederlo.

Ho perdonato il suo gesto, ho accettato che lui sia un suo amico pieno di problemi, ma ora io ho addosso una rabbia quasi incontenibile, quante paranoie quante paure quanti scomodi pensieri ho fatto uscire dalla mia mente! Sono stato io ha farmi l’anestesia per non più sentire il dolore! Nell’immaginarla con qualcuno che non fossi io!

Ora ci sono le ripercussioni sul nostro rapporto, un tempo tiravo fuori spesso l’accaduto, ma ora non lo faccio più perché come ho detto prima non sento più nulla, e così facendo ho congelato anche quello che provo per lei. Non prevedo più nulla. Come se non esistesse più nulla.

Sono passati mesi dal suo errore, ma la mia anestesia nasce da 3 mesi a questa parte su 9 mesi trascorsi con lei, ho passato parte dei miei pensieri a definirla una meretrice, brutto che io suo ragazzo possa pensare una cosa simile.
Mi accordo solo adesso, che alla fine ho fatto un atto di vero coraggio, ma solo ora veramente mi rendo conto come ho alleviato il dolore, l’offesa subita, ho fatto vacillare la mia mente e ho congelato quell’affetto che ora lei tanto reclama e che io ora non sento, ma quando lei soffre io non sento nulla, la guardo piangere, soffrire e strillare come se non mi importasse nulla. Le parole che mi escono sono “tranquilla tutto andrà bene, ma la mia mente sa benissimo che niente va bene, che gli sto mentendo è logico che non sarò neanche convincente” Ho sempre detto che si deve lottare in quel che si crede, ora non sento nulla tanto mento credo in qualcosa. Vorrei risentirla come un tempo e trovare un altro modo per i dolori che potrei sentire, anche se alcuni magari non sono veri dolori, offese piccole involontarie e che io non ho mai discusso con lei. (Mio più grande difetto)

Da tutto l’accaduto, da me ha preteso che migliorassi in certe cose, le battute con gli amici dove lei si sentiva offesa anche se la battuta era riferita a una mia amica o mio amico, ho rispettato tutto questo, l’ho sempre aiutata quando era giù di morale ascoltandola, cercando le parole,  ma non é mai stata cosa facile, è una ragazza difficile, diversa da ogni ragazza di questa terra per le sue mille cose fuori dal comune, ma anche nelle cose negative è così. Ho sempre aiuto amici e amiche trovando parole giuste ed esempi, ma con lei, nessun esempio mio di vita le va bene, i consigli che gli do non sono quelli che vorrebbe o desidera sentirsi dire. La mia testa poco a poco si è congelata nel limitarsi a dire le stesse cose arrivando ad ora che non dico praticamente nulla, aspettando che dica lei cosa vuole sentirsi dire, così automaticamente si riprende da sola e io mi becco “la scornata che non ho fatto niente” dirgli che dire qualcosa era inutile per lei equivale ed avere paura di lei e che devo parlare…e insistere si ora non lo fa più ma un tempo usava le mani per farmi capire che dicevo cose per lei senza senso… o ancora peggio perché insistevo, quando me lo chiedeva lei. Da MATTI! (In certi casi forse me le sono cercate e chi lo sa?Sicuramente non sono un santo).  C ’è stato chi mi ha consigliato il telefono azzurro. “Divertente”

Ora lei sta male, perché involontariamente reagisco come un agente chimico, la tratto male, e una cosa più forte di me, la cosa peggiore è che se dico qualcosa di grosso non mi rendo conto della gravità, me ne rendo conto solo perché la vedo piangere eppure lei è gentile e armoniosa, a parte quando entra in fase “stanchezza” Li sembra che entri a stretto contatto con la Furia di Honk Kong.
Non voglio sinceramente sentirmi in una latrina, che alla fine stando con la puzza uno non se ne accorge più. Vorrei fare qualcosa, per lei e per me, forse merita tutto questo, ma io non voglio essere nessun mezzo del Fato per insegnargli cosa sia il dolore, io che del suo dolore ne so qualcosa. Mi sento un mostro.
Ho provato ha lasciarla, più di una volta, ma non sono riuscito fino in fondo, lei ha voluto iniziare nuovamente dimenticando tutto, forse impossibile, ma averlo sentito dalla sue labbra sembrava una cosa facile. Mi chiedo se qualche volte si chiede come ho fatto a mandare giù il suo errore. Mi spiace dirlo ma non può paragonare il mio “non Ti AMO” detto due volte a due tradimenti.  

Desidero tanto condividere tante cose con lei, come fanno le belle copie ma temo purtroppo di non crederci più.

Ammetto che ho paura di sbagliare enormemente io con lei, è la prima relazione che ho e che duri così allungo, le altre anche se in una o due mi sono affezionato tutto il resto avventure, persone che si conoscono e che un giorno riporterò nei miei fumetti per i loro insegnamenti.

Credo di avergli dato tanto, e di averla viziato troppo.

2 .Settembre. 2007 Ritornato dalla festa di Sara e ascoltando i Linkin Park “Hybrid Theory”

venerdì, 18 gennaio 2008
author: EvanDeCiren @ 15:02
category: musica
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Sempre

Questo Romeo sta sanguinando,
Ma tu non puoi vedere il sangue
Non è nulla solo alcuni sentimenti
Che questo vecchio cane ha sotterrato

Piove da quando te ne sei andata,
Ora sto annegando in questo torrente,
Tu sai, sono sempre stato un guerriero
Ma senza te io abbandono

Ora non posso più cantare canzoni d'amore
Come invece dovrei fare,,
Ebbene, non sono più così bravo,
Ma baby questo sono io

Yeah, ti amerò baby - Sempre
E sarò là per l'infinito e un giorno ancora - Sempre
Sarò là fintanto che le stelle brilleranno in cielo,
Sino a quando il Paradiso scoppierà
E le parole non avranno più rime
E so che nel momento in cui morirò tu sarai nei miei pensieri
E ti amerò - Sempre

Ora le tue foto che hai lasciato
Sono solo un ricordo di una vita diversa
Alcune ci hanno fatto ridere, altre piangere
Una ti ha fatto dire addio
Cosa darei per passare ancora le dita tra i tuoi capelli,
Toccare le tue labbra e tenerti vicino
Quando dici le tue preghiere cerca di capire,
Ho fatto degli errori, sono solo un uomo

Quando lui ti tiene vicino e ti stringe a se
Quando ti dice le parole che tu hai bisogno di sentire,
Vorrei essere lui perché quelle parole sono mie
Parole da dirti fino alla fine dei giorni

Yeah, ti amerò baby - Sempre
E sarò là per l'infinito e un giorno ancora - Sempre

Se tu mi chiedessi di piangere per te
Potrei,
Se mi dicessi di morire per te
Lo farei,
Guarda il mio viso,
Non c'è prezzo che non pagherei
Per dirti queste parole

Ebbene non c'è fortuna
In questi dadi truccati
Ma se tu baby mi dai ancora una possibilità
Possiamo incartare i nostri vecchi sogni
E le nostre vecchie vite
E trovare un posto dove il sole brilla di nuovo

Yeah, ti amerò baby - Sempre
E sarò là per l'infinito e un giorno ancora - Sempre
Sarò là sino a quando brilleranno le stelle in cielo,
Sino a quando il Paradiso scoppierà
E le parole non avranno più rime
E so che nel momento in cui morirò tu sarai nei miei pensieri
E ti amerò - Sempre