giovedì, 07 agosto 2008
author: EvanDeCiren @ 02:26
category: musica, amore, idoli
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Cavalco, cavalco i venti che portano la pioggia
Una creatura d’amore e io non posso essere addomesticato
Ti voglio, perché prenderò il tuo amore da lui
E toccherò il tuo viso e la pelle bollente
No, lui non ti toccherà mai come me
Allora nei miei occhi e brucia viva la verità

Sono un bambino selvaggio, vieni e amami
Ti voglio
Il mio cuore è in esilio ho bisogno che tu mi tocchi
Perché voglio ciò che fai
Sono un bambino selvaggio, vieni e amami
Ti voglio
Il mio cuore è in esilio ho bisogno che tu mi tocchi
Perché voglio ciò che fai
Ti voglio

Dimmi, dimmi le bugie che stai raccontando a lui quando
Scappi via perché voglio sapere
Perché io, io sono sicuro lui ucciderebbe per scoprire
Che tu corri da me quando lui ti lascia andare
Perché sto bruciando, bruciando, bruciando con il fuoco
Allora – vieni accendimi e fai salire le fiamme più in alto

Sono un bambino selvaggio, vieni e amami
Ti voglio
Il mio cuore è in esilio ho bisogno che tu mi tocchi
Perché voglio ciò che fai

Sono un bambino selvaggio, vieni e amami
Ti voglio
Il mio cuore è in esilio ho bisogno che tu mi tocchi
Perché voglio ciò che fai
Ti voglio

Una macchina nuda, voglio il tuo amore
Quando le luce sorgono sentiremo cosa provoca

Sono un bambino selvaggio, vieni e amami
Ti voglio
Il mio cuore è in esilio ho bisogno che tu mi tocchi
Perché voglio ciò che fai
Sono un bambino selvaggio, vieni e amami
Ti voglio
Il mio cuore è in esilio ho bisogno che tu mi tocchi
Perché voglio ciò che fai
Ti voglio
martedì, 18 marzo 2008
author: EvanDeCiren @ 07:59
category: amore, cinema, diario, storia
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DOPO un 16 MARZO Stupendo passato a Milano, dove c'erano 5000 giovani da 35 nazioni, venuti per commemorare il 16 MARZO del 1958 ho fatto tesoro di questo motto!

Io posso. Ma dipende da quanto ci credo dalla fede che ho. Perché ogni volta che penso impossibile qualcosa, ogni volta che non ci credo, detto inutili limiti alla mia vita
giovedì, 24 gennaio 2008
author: EvanDeCiren @ 07:36
category: amore, buddismo
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Qualche volta si vince e qualche volta si perde. Nella vita accadono molte cose. Quando si incontra un contrattempo, prendetela con filosofia, dicendo a voi stessi: "Qualche volta la sconfitta può trasformarsi in vittoria!" e continuatre ad avanzare con spirito vivace e allegro, senza che ciò vi deprima o arresti i vostri progressi. Desidero, però, ricordarvi che la cosa più importante è la vittoria finale. Dobbiamo recitare davanti al Gohonzon con tutto il cuore per conseguire la vittoria definitiva.


estratto da GLI ALBERI DEL DOMANI, già in IL NUOVO RINASCIMENTO n. 371, pag. 5

Fonte: http://daisakuikeda.splinder.com/archive/2007-07


domenica, 20 gennaio 2008
author: EvanDeCiren @ 18:17
category: amore, diario
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Il mio cuore ubriaco illude la mia mente la mia mente realistica rende cieco il mio cuore, non so più che cosa sia bene o male o odio o amore.
La mia fede resta, solo una piccola fiamma da alimentare.


Evan DeCiren
domenica, 20 gennaio 2008
author: EvanDeCiren @ 14:38
category: amore, diario, storia
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Guardo lo specchio e li vedo…

Sguardo vuoto e tormentato, non importa più cosa fissino o cosa pensino in questo momento, qualcosa mi dice che non reagiranno a niente.
Come un orologio fermatosi dopo un urto, il tempo per lui si è fermato, i miei occhi come la mente hanno subito quell’urto che mi ha stordito o meglio dire, anestetizzato.
Sono stordito? no no… da uno stordimento mi riprenderei, ma purtroppo non è così in questo momento qualsiasi botta che ricevo non mi fa niente, sento poco o niente, fisso il vuoto come una bambola di porcellana.

Cosa mi ha bloccato? Beh forse lo so cosa mi ha bloccato la stessa cosa che ho mandato giù e che ora la sto buttando fuori, forse mi sbaglio, ma ho fatto qualcosa di umano ma disumano per l’essere che sono. Tornare indietro non si può e se si potesse, so che rifarei la stessa cosa, allora non posso dare la colpa a quello che ho fatto. Dico questo perché ho accettato tutto, che lui rimanesse anche suo amico che lui fosse un amico come gli altri, l’ho fatto perché avevo paura di perderla e perché non avevo nessun’altra scelta, lei non è stata capace a definire le cose con lui, e io con la mia bontà non l’ho obbligata a farlo anche se ho sempre voluto farlo, che lei non lo sentisse più, so con certezza che non l’avrebbe mai fatto anzi avrei peggiorato la cosa, in questione ho le sue parole in mente che dicono: “se me lo vieterai lo potrei vedere di nascosto” (Sicuramente smentirebbe tutto) il ricordo viene sul treno di ritorno da Losanna quando ho confessato che lo avevo digerito e mi ha chiesto se potesse vederlo.

Ho perdonato il suo gesto, ho accettato che lui sia un suo amico pieno di problemi, ma ora io ho addosso una rabbia quasi incontenibile, quante paranoie quante paure quanti scomodi pensieri ho fatto uscire dalla mia mente! Sono stato io ha farmi l’anestesia per non più sentire il dolore! Nell’immaginarla con qualcuno che non fossi io!

Ora ci sono le ripercussioni sul nostro rapporto, un tempo tiravo fuori spesso l’accaduto, ma ora non lo faccio più perché come ho detto prima non sento più nulla, e così facendo ho congelato anche quello che provo per lei. Non prevedo più nulla. Come se non esistesse più nulla.

Sono passati mesi dal suo errore, ma la mia anestesia nasce da 3 mesi a questa parte su 9 mesi trascorsi con lei, ho passato parte dei miei pensieri a definirla una meretrice, brutto che io suo ragazzo possa pensare una cosa simile.
Mi accordo solo adesso, che alla fine ho fatto un atto di vero coraggio, ma solo ora veramente mi rendo conto come ho alleviato il dolore, l’offesa subita, ho fatto vacillare la mia mente e ho congelato quell’affetto che ora lei tanto reclama e che io ora non sento, ma quando lei soffre io non sento nulla, la guardo piangere, soffrire e strillare come se non mi importasse nulla. Le parole che mi escono sono “tranquilla tutto andrà bene, ma la mia mente sa benissimo che niente va bene, che gli sto mentendo è logico che non sarò neanche convincente” Ho sempre detto che si deve lottare in quel che si crede, ora non sento nulla tanto mento credo in qualcosa. Vorrei risentirla come un tempo e trovare un altro modo per i dolori che potrei sentire, anche se alcuni magari non sono veri dolori, offese piccole involontarie e che io non ho mai discusso con lei. (Mio più grande difetto)

Da tutto l’accaduto, da me ha preteso che migliorassi in certe cose, le battute con gli amici dove lei si sentiva offesa anche se la battuta era riferita a una mia amica o mio amico, ho rispettato tutto questo, l’ho sempre aiutata quando era giù di morale ascoltandola, cercando le parole,  ma non é mai stata cosa facile, è una ragazza difficile, diversa da ogni ragazza di questa terra per le sue mille cose fuori dal comune, ma anche nelle cose negative è così. Ho sempre aiuto amici e amiche trovando parole giuste ed esempi, ma con lei, nessun esempio mio di vita le va bene, i consigli che gli do non sono quelli che vorrebbe o desidera sentirsi dire. La mia testa poco a poco si è congelata nel limitarsi a dire le stesse cose arrivando ad ora che non dico praticamente nulla, aspettando che dica lei cosa vuole sentirsi dire, così automaticamente si riprende da sola e io mi becco “la scornata che non ho fatto niente” dirgli che dire qualcosa era inutile per lei equivale ed avere paura di lei e che devo parlare…e insistere si ora non lo fa più ma un tempo usava le mani per farmi capire che dicevo cose per lei senza senso… o ancora peggio perché insistevo, quando me lo chiedeva lei. Da MATTI! (In certi casi forse me le sono cercate e chi lo sa?Sicuramente non sono un santo).  C ’è stato chi mi ha consigliato il telefono azzurro. “Divertente”

Ora lei sta male, perché involontariamente reagisco come un agente chimico, la tratto male, e una cosa più forte di me, la cosa peggiore è che se dico qualcosa di grosso non mi rendo conto della gravità, me ne rendo conto solo perché la vedo piangere eppure lei è gentile e armoniosa, a parte quando entra in fase “stanchezza” Li sembra che entri a stretto contatto con la Furia di Honk Kong.
Non voglio sinceramente sentirmi in una latrina, che alla fine stando con la puzza uno non se ne accorge più. Vorrei fare qualcosa, per lei e per me, forse merita tutto questo, ma io non voglio essere nessun mezzo del Fato per insegnargli cosa sia il dolore, io che del suo dolore ne so qualcosa. Mi sento un mostro.
Ho provato ha lasciarla, più di una volta, ma non sono riuscito fino in fondo, lei ha voluto iniziare nuovamente dimenticando tutto, forse impossibile, ma averlo sentito dalla sue labbra sembrava una cosa facile. Mi chiedo se qualche volte si chiede come ho fatto a mandare giù il suo errore. Mi spiace dirlo ma non può paragonare il mio “non Ti AMO” detto due volte a due tradimenti.  

Desidero tanto condividere tante cose con lei, come fanno le belle copie ma temo purtroppo di non crederci più.

Ammetto che ho paura di sbagliare enormemente io con lei, è la prima relazione che ho e che duri così allungo, le altre anche se in una o due mi sono affezionato tutto il resto avventure, persone che si conoscono e che un giorno riporterò nei miei fumetti per i loro insegnamenti.

Credo di avergli dato tanto, e di averla viziato troppo.

2 .Settembre. 2007 Ritornato dalla festa di Sara e ascoltando i Linkin Park “Hybrid Theory”

mercoledì, 16 gennaio 2008
author: EvanDeCiren @ 23:26
category: amore, buddismo
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Un giorno Toda mi chiamò nella stanza del Gohonzon e disse:
 
«Daisaku, non hai più un briciolo di forza vitale! Non vincerai alcuna battaglia in quelle condizioni. Dai, facciamo Gongyo assieme!».


Mi rimproverò severamente come per tentare di scacciare il mio debole stato vitale e liberarmi dal demone della malattia. La compassione del mio maestro mi commosse e mi si riempirono gli occhi di lacrime.

Appena mi sedetti di fronte al Gohonzon e incominciai a recitare accanto a Toda - la mia voce in sintonia con la sua - sentii sgorgare da dentro di me un forte spirito combattivo e un impeto di coraggio.