giovedì, 07 agosto 2008
author: EvanDeCiren @ 02:26
category: musica, amore, idoli
comments: commenti (1)(popup) | commenti (1)



Cavalco, cavalco i venti che portano la pioggia
Una creatura d’amore e io non posso essere addomesticato
Ti voglio, perché prenderò il tuo amore da lui
E toccherò il tuo viso e la pelle bollente
No, lui non ti toccherà mai come me
Allora nei miei occhi e brucia viva la verità

Sono un bambino selvaggio, vieni e amami
Ti voglio
Il mio cuore è in esilio ho bisogno che tu mi tocchi
Perché voglio ciò che fai
Sono un bambino selvaggio, vieni e amami
Ti voglio
Il mio cuore è in esilio ho bisogno che tu mi tocchi
Perché voglio ciò che fai
Ti voglio

Dimmi, dimmi le bugie che stai raccontando a lui quando
Scappi via perché voglio sapere
Perché io, io sono sicuro lui ucciderebbe per scoprire
Che tu corri da me quando lui ti lascia andare
Perché sto bruciando, bruciando, bruciando con il fuoco
Allora – vieni accendimi e fai salire le fiamme più in alto

Sono un bambino selvaggio, vieni e amami
Ti voglio
Il mio cuore è in esilio ho bisogno che tu mi tocchi
Perché voglio ciò che fai

Sono un bambino selvaggio, vieni e amami
Ti voglio
Il mio cuore è in esilio ho bisogno che tu mi tocchi
Perché voglio ciò che fai
Ti voglio

Una macchina nuda, voglio il tuo amore
Quando le luce sorgono sentiremo cosa provoca

Sono un bambino selvaggio, vieni e amami
Ti voglio
Il mio cuore è in esilio ho bisogno che tu mi tocchi
Perché voglio ciò che fai
Sono un bambino selvaggio, vieni e amami
Ti voglio
Il mio cuore è in esilio ho bisogno che tu mi tocchi
Perché voglio ciò che fai
Ti voglio
martedì, 24 giugno 2008
author: EvanDeCiren @ 12:49
category: libri, diario, fumetti, idoli
comments: commenti (popup) | commenti

Non combattiamo affatto per morire,
semplicemente viviamo per compiere il nostro dovere…
proteggere l’amore e la giustizia sulla terra.
Non combattiamo per morire,
ma per adempiere allo scopo della nostra esistenza.
Anche se lungo questo cammino talvolta capita di imbattersi nella morte o altro ancora…
…fino all’istante in cui avremo consumato la nostra vita.
Sion Cavaliere Dell'Ariete
lunedì, 21 aprile 2008
author: EvanDeCiren @ 10:42
category: storia, idoli
comments: commenti (popup) | commenti

Sebbene il personaggio di James Bond sia una figura letteraria e pertanto di pura fantasia, il suo creatore, Ian Fleming ne scrive una accurata biografia che riporta al capitolo 21 del suo penultimo romanzo, Si vive solo due volte, per mezzo di un appassionato necrologio scritto dall'ammiraglio Miles Masservy, altrimenti noto come M, direttore del SIS. Altri riferimenti possono essere tratti dai romanzi e racconti dei successori di Fleming.

James Bond nasce nel mese di novembre del 1924 da genitori borghesi, Andrew Bond di Glencoe, scozzese, e Monique Delacroix, svizzera del cantone di Vaud. Il padre è rappresentate all'estero della ditta Vickers e pertanto la prima educazione di Bond si svolge all'estero, dove apprende perfettamente la lingua francese e quella tedesca. Bond ha undici anni quando i suoi genitori rimangono uccisi in un incidente alpinistico sopra Chamonix. Il giovane Bond viene allevato da una zia, Charmian Bond, in un villaggio vicino a Canterbury, Kent, dove quest'ultima ne cura l'educazione fino a fargli raggiungere una preparazione tale da farlo entrare, durante l'adolescenza, a Eton, dove il padre lo aveva iscritto dalla nascita. Dopo soli due anni, Bond viene però espulso a causa di una relazione con una cameriera. La zia riesce allora a iscriverlo a Fettes, scuola del padre, dove il giovane raggiunge risultati eccellenti sia scolasticamente che nel campo dello sport, fortemente incentivato dalla scuola. Sebbene incline alla solitudine, Bond riesce a crearsi solide amicizie nei circoli sportivi tradizionali della scuola.

Terminati gli studi, all'età di diciassette anni, nel 1941, grazie all'aiuto di un amico del defunto padre, entra in quello che sarebbe poi divenuto il Ministero della Difesa, dichiarandosi più vecchio di due anni. Accordatogli il grado di tenente del Servizio Speciale del Royal Naval Volunteer Reserve e a prova dei suoi servizi soddisfacenti, termina la guerra con il grado di Comandante. Classificato prima con il numero 7777 e poi come 007, lavora a Hong Kong e in Giamaica, prima della missione al Casinò Royale. Qui Bond vince la partita contro l'agente sovietico Le Chiffre, ma le esperienze che seguono sono così drammatiche che inducono Bond a dubitare delle proprie certezze.

Dopo anni di lotta contro la SMERSH, il reparto eliminazioni dell'KGB, responsabile dell'aver indotto al suicidio l'amata Vesper Lynd, Bond vede nascere nuovi nemici, uno su tutti Ernst Stavro Blofeld e la sua SPECTRE che nel gennaio 1962 gli uccidono la moglie, Tracy De Vicenzo, il giorno stesso delle nozze. Sconvolto e depresso, Bond cerca vendetta e, durante una missione in Giappone, la ottiene. Rimane però vittima di un'amnesia e rimane per qualche tempo in un'isoletta del Giappone con l'amante Kissy Suzuki che, a sua insaputa, rimane incinta, mentre a Londra è dato per morto.

Riappare dal suo capo un anno dopo e tenta di ucciderlo. Si scopre infatti che era stato sottoposto a lavaggio del cervello dai sovietici. M, che si fida di lui, lotta per rimetterlo in forma e lo spedisce a uccidere "l'uomo dalla pistola d'oro". Bond torna totalmente ristabilito. Dopo varie missioni, una donna che non dimenticherà (l'agente svizzero "Flicka" Von Grusse) e dopo aver per breve tempo assunto il comando di una sezione speciale del SIS, Bond torna nel suo pieno vigore negli anni novanta affrontando nuove missioni e nuovi nemici, come l'erede della Spectre, l'Unione di Le Gerant, che arriva perfino a farlo dubitare della sua stessa innocenza, e nuovi alleati, come Barbara Mawdsley, la nuova M, che diventerà per lui figura guida come era stato l'ammiraglio Masserrvy.

domenica, 20 gennaio 2008
author: EvanDeCiren @ 17:31
category: musica, idoli
comments: commenti (popup) | commenti



Muori, Muori Mia Cara

Muori, muori, muori mia cara
Non dire una sola parola
Muori, muori, muori mia cara
Chiudi solo la tua graziosa bocca

Ti vedrò ancora
Ti vedrò… all’Inferno

Non piangere con me oh piccola
Il tuo futuro è in una scatola rettangolare, sì
Non piangere con me oh piccola
Avresti dovuto vederlo- andiamo
Non piangere con me oh piccola
Non so che fosse in tuo potere
Non piangere con me oh piccola
Sei una ragazza completamente finita per un ragazzo completamente finito
Non piangere con me oh piccola
Ora la tua vita sgocciola sul pavimento
Non piangere con me oh piccola

Muori, muori, muori mia cara
Non dire una sola parola
Muori, muori, muori mia cara
Chiudi solo la tua graziosa bocca

Ti vedrò ancora
Ti vedrò… all’Inferno

Non piangere con me oh piccola
Il tuo futuro è in una scatola rettangolare, sì
Non piangere con me oh piccola
Avresti dovuto vederlo- andiamo, andiamo
Non piangere con me oh piccola
Non so che fosse in tuo potere
Non piangere con me oh piccola
Sei una ragazza completamente finita per un ragazzo completamente finito
Non piangere con me oh piccola
Ora la tua vita sgocciola sul pavimento
Non piangere con me oh piccola
giovedì, 17 gennaio 2008
author: EvanDeCiren @ 08:52
category: games, idoli
comments: commenti (popup) | commenti

Max Payne è il primo episodio di una fortunata serie di videogiochi prodotta da Rockstar North e sviluppata da Remedy. Max Payne, come anche Max Payne 2, si può classificare nel genere sparatutto in terza persona (TPS, Third Person Shooter).

Il gioco per Microsoft Windows è stato rilasciato il 25 luglio 2001, successivamente l'11 dicembre ed il 17 dicembre 2001 sono uscite rispettivamente le versioni per PlayStation 2 e per Xbox. La versione del videogioco per Mac OS è datata al luglio del 2002.

La storia del poliziotto vendicatore viene man mano svelata ogni capitolo completato, con una grafica molto simile a quella dei fumetti.

Anche la grafica del gioco è all'avanguardia: numerose sono le ombre, gli effetti speciali, le mosse; fedele è la riproduzione di alcuni luoghi di New York, come la metropolitana, le strade, i grattacieli. Invece che disegnate, le texture degli ambienti sono state fotografate nel mondo reale, e l'effetto è decisamente buono.

Nel secondo episodio la qualità grafica e la risoluzione delle texture sono aumentate notevolmente, rendendolo più pesante per i PC (fortunatamente ci sono varie impostazioni di qualità grafica), ma decisamente molto gradevole alla vista.

Molti degli oggetti che si trovano nei livelli possono venire distrutti, e sparando sulle pareti si vedono frammenti di muro cadere. Nel secondo capitolo si possono anche spostare scatole ed altri oggetti leggeri semplicemente urtandoli.

Le armi vanno dal corpo a corpo (come tubi e mazze da baseball) a pistole (singole o doppie Beretta e la Desert Eagle), a fucili a pompa ed a canne mozze a mitragliette Ingram, fino a fucili da cecchino, bombe a mano e molotov.

Infine, gli sviluppatori del gioco hanno attribuito a Max Payne una nuova mossa, il bullet time: il giocatore può decidere, soprattutto nelle scene più impegnative, di rallentare le mosse di Max, facendole scorrere al "rallentatore", ma questa modalità non è infinita: infatti è una barra che si scarica progressivamente con l'uso e si ricarica un po' per volta uccidendo i nemici di Max. Questa capacità permette di superare i momenti più difficili del gioco, anche tenendo conto che Max non è in grado di subire moltissimi colpi prima di morire (a differenza di certi nemici che, esaltati dalla droga, possono richiedere anche interi caricatori di proiettili per venire eliminati) e gli analgesici (l'equivalente dei medkit) non si trovano tanto spesso.
In Max Payne 2 il bullet time è stato migliorato, facendone ricaricare più facilmente la barra e rallentando sempre più l'azione utilizzandolo per un periodo più lungo (e mentre nel primo episodio si usciva dalla modalità bullet time quando si esauriva un caricatore, nel secondo il giocatore riesce a ricaricare più velocemente: nel mezzo dell'azione rallentata, Max esegue una giravolta a velocità "normale" e ricarica "al volo" (diminuendo il realismo, ma aumentando le possibilità di sopravvivenza); se si è arrivati al massimo rallentamento offerto dal bullet time, mentre Max ricarica si assiste ad una avvolgente animazione che vede la "telecamera" girargli attorno, mentre si muove al rallenty).

Dalla sua uscita, il videogioco ha riscosso un grandissimo successo, tanto che ha ottenuto moltissimi premi da numerose agenzie e riviste videoludiche. Il suo successo è altresì testimoniato da un film su Max Payne di attuale produzione, che dovrebbe vedere la luce nel corso del 2007.

Trama

La trama del gioco è molto simile a quella di un romanzo "Noir": il personaggio principale, come intuitibile, è Max Payne, agente di un distretto di Polizia della città di New York.

Una sera, tornato a casa, Max Payne scopre che la sua famiglia è stata massacrata da un gruppo di criminali sotto l' effetto di una nuova droga sintetica, la Valchiria. Trasferitosi alla DEA, assieme all'amico Alex e BB, che si rivelerà poi un traditore, inizia una missione sotto copertura. Alex, il suo contatto, viene però ucciso da BB e Max è ritenuto responsabile del delitto da parte delle forze dell'ordine, che non sapevano del suo lavoro in incognito.

Nel tentativo di restare vivo, Max si scontra con i principali capi della malavita. Prosegue così la sua indagine che lo porta a scoprire nuovi dettagli sulla Valchiria, fino al punto di decidere di smettere di fare il proprio lavoro ed iniziare una sua vendetta personale nei confronti degli assassini. Sono giocabili anche le sequenze degli incubi di Max, nei quali rivive la scena della morte della sua famiglia in una versione deformata ed angosciante.

Alla fine del gioco, Max trova la donna che muove le fila della Valchiria. La donna cerca di fuggire in elicottero dal tetto di un grattacielo, ma Max spara ai sostegni della torre radio in cima allo stesso. La grossa antenna cade sull'elicottero, che esplode. La piattaforma di atterraggio cede e l'elicottero precipita dal grattacielo. Arriva la polizia, che arresta Max e lo porta via.

A causa dei suoi contenuti a volte impressionanti e violenti, specialmente durante i fumetti, Max Payne è stato vietato ai minori di 16 anni. Tuttavia all'interno del gioco è presente una funzione, il "Filtro violenza" che permette di rimuovere il sangue e i contenuti maturi, tra cui tutti i fumetti che non vengono mostrati. È possibile proteggere con una password queste opzioni.

Armi

Corpo a corpo

  • Tubo di piombo
  • Mazza da baseball

Pistole

  • Beretta- singola o doppia
  • Desert Eagle

Fucili

  • Fucile a pompa
  • Fucile a canne mozze
  • Jackhammer

Fucili d'Assalto e Mitragliette

  • Colt Commando
  • Ingram- singolo o doppio

Da lancio

  • Granate
  • Molotov
  • M79

Fucili di precisione

  • Fucile di precisione

 

giovedì, 17 gennaio 2008
author: EvanDeCiren @ 08:31
category: games, idoli
comments: commenti (2)(popup) | commenti (2)

Citazioni da Max Payne

  • Erano tutti morti. L'ultimo colpo fu come un punto esclamativo a chiusura di quello che era successo. Allentai la presa sul grilletto. Era tutto finito.
  • Il sogno americano era diventato realtà. I sogni però possono trasformarsi in incubo senza il minimo preavviso.
  • Il sole aveva concluso il suo cammino, mentre l'oscurità si faceva spazio nel cielo come in un tetro presagio.
  • Lo spettacolo non mi piacque fin dall'inizio... anche se mi avevano dato un posto in prima fila.
  • Fuori la città sembrava un mostro crudele avvolto da una gelida oscurità.
  • Infuriava una vera tempesta di neve… piovevano proiettili di ghiaccio come se il cielo volesse vendicarsi sulla terra.
  • La mia Beretta si agitava dentro l'impermeabile e le porte si erano chiuse alle mie spalle: era troppo tardi per scegliere.
  • La stazione era avvolta nell'oscurità ed Alex sembrava un fantasma di cui si era persa ogni traccia. Dovevo trovarlo in fretta.
  • La stazione di Roscoe Street era impregnata di odori di morte. Dovevo trovare Alex e farlo in fretta.
  • [Il telefono squilla]
    - Dal vivo, direttamente dalla scena del crimine.
    - Chi parla?
    - Posso saperlo anche io?
    - Vice procuratore Jim Bravura della Polizia di New York. Dovete interrompere ogni attività criminale ed arrendervi immediatamente.
    - Certamente Jim. Ne ho parlato ai ragazzi e siamo tutti molto dispiaciuti. Non lo rifaremo più.
  • La polizia di New York stava arrivando. Potevo sentire il crescendo delle loro sirene. Lupino pensava di avermi in pugno eliminando Alex e facendo credere a tutti che fossi stato io. Di sicuro aveva tutta la mia attenzione.
  • Decisi di entrare nell'hotel. Un edificio decrepito ed incrostato, frequentato da delinquenti di strada e prostitute dall'aria stanca.
  • Adottai il mio celebre ingresso alla Bogart, senza guardare in faccia nessuno. Alla reception c'erano un paio di avanzi di galera, con uno sguardo assassino: i fratelli Finito.
  • A: - Signore e Signori, il dolore fatto persona.
    B: - Il Massimo del dolore! [The max of the pain nell'originale]
    Max: - Mi fate ridere voi due…. Le inventate da soli oppure avete un suggeritore ufficiale di stronzate? Lasciate perdere, era una domanda retorica. Ho qualcosa per il grande boss. Lupino è in casa?
    A: - Dipende da chi lo cerca. Un amico oppure un fottuto doppiogiochista. Non rispondere. È una di quelle INUTILI domande retoriche. Lupino non è qui ma vorrebbe dirti addio.
  • Lupino non era in quell'hotel fatiscente. In compenso m'imbattei nei fratelli Finito.
  • La mia copertura era saltata e le porte si chiusero alle mie spalle, mentre venivo salutato da una cascata di proiettili.
  • [Dopo essere stato identificato come assassino alla radio] Avevo appena avuto il mio quarto d'ora di notorietà.
  • Era da qualche centinaio di proiettili che avevo smesso di raccogliere prove.
  • Un virus letale era stato rilasciato nel corrotto sistema circolatorio della città.Qualcosa che non avrebbero dimenticato. Si chiamava Max Payne.
  • Gognitti correva terrorizzato, ma con proiettile infilato nello stomaco come una bottiglia di tabasco spezzata non sarebbe andato lontano. Non so per gli angeli, ma per gli uomini è la paura che mette le ali.
  • Gli concessi la libertà provvisoria, ma non se la sarebbe goduta a lungo.
  • Il vento gelido mi graffiava il volto come rasoi di ghiaccio, mentre iniziavo a perdere la sensibilità degli arti.
  • New York mi sfrecciò davanti come un'immagine sfuocata, con le sue distese di camini anneriti e le file interminabili di antenne della TV.
  • A parte le sue dubbie abitudini alimentari Bravura faceva parte dei buoni: era il desino che ci aveva reso rivali.
  • Gognitti si era infilato in un vicolo cieco. I vapori che emergevano dai tombini davano l'impressione che ci fosse l'inferno a bruciare sotto di noi. Era l'ora delle confessioni.
  • - Non puoi ammazzarmi così, a freddo!
    - Davvero? Credici pure se la cosa ti fa sentire meglio.
  • Restavamo io, una pistola ed un piccolo truffatore tremolante.
  • I tuoi diritti verranno letti al tuo funerale.
  • Ragnarock era invitante quanto un'emicrania perforante col suo assalto di luci colorate e musica senza fine.
  • Penetrante col suo subdolo messaggio oscuro come un proiettile nel cuore. Nel nome del padre e del figlio, nel nome di Jack Lupino.
  • Il retro del palco conduceva verso il santuario di Jack Lupino. L'aria irrespirabile sembrava innalzare muri invisibili fortificati dall'odore di un incenso dolciastro e appiccicoso come la resina. Era questo il cuore in putrefazione della grande mela. Lupino doveva essere vicino, come un ragno al centro della sua ragnatela, in attesa. I vapori nell'aria iniziavano ad intorpidirmi i sensi.
  • [Sfottendo il contratto di Jack Lupino col Diavolo]
    A Jack Lupino mancava sicuramente qualche rotella […] voleva seguire le orme di Faust: la sua anima in cambio di potere e ricchezza. "Basta firmare con il sangue sulla linea tratteggiata"
  • Dopo l'anno 2000 la fine del mondo era un cliché abbastanza comune. Ma chi ero io per parlare? Uno spietato vendicatore solitario soverchiato dalla lapide dell'ingiustizia. Tutto era soggettivo. L'apocalisse è qualcosa di personale. Niente è più in cliché quando capita proprio a te.
  • …quando però qualcuno cerca di giocare a baseball con la tua testa si rischia di finire male…
  • Gli uomini in blu, erano passati e se ne erano andati. Avevano decorato il palazzo con linee di gesso ed impacchettato il tutto con il nastro giallo.
  • Alla radio: …fonti affidabili sostengono che Max Payne sia morto…
    Max: "Fonti affidabili" significava che sospettavano fossi in mano alla mafia e non volevano che la polizia s'intromettesse. Don Puncinello aveva le conoscenze per essere una "fonte affidabile"……ma le fonti non erano state aggiornate.
  • Avrei anche riso, se fossi riuscito a ricordarmi come si faceva.
  • - Payne! Sei un uomo morto!
    - È quello che continuano a dirmi tutti. Ho la tua nave ed il suo carico. Voglio un incontro. No Payne, no gain. Chiaro?
  • La notte tremava dal freddo. Le luci del giardino oscillavano nervosamente. Al loro chiarore la neve risplendeva bianca prima che l'oscurità la inglobasse.
  • Il segreto in queste situazioni è non avere assi nella manica, contrariamente a quanto si dice nei film. Nessuna regola, nessun mantra, nessun segreto, nessun piano. Non importava quanto fossi intelligente o bravo. Era solo una questione di fortuna, e chiunque la pensi diversamente è un illuso. L'unica cosa che si può fare è colpire ciecamente, il più duro ed il più a lungo possibile.
  • Sapevo che il Trio si sarebbe frapposto tra me e Puncinello. Avevo letto i rapporti su di loro, spessi come elenchi telefonici. Nessuno sarebbe uscito vivo da li.
  • Si diceva che Lisa Puncinello fosse una fattucchiera. I tarocchi sul tavolo della cucina confermavano la mia ipotesi. La prima carta era la torre, forse poteva simboleggiare la tenuta. Le altre erano molto più facili da interpretare. Il diavolo era il signore della casa e la morte ero io, pronto a riscuotere.
  • Puncinello era un debole. Nel momento in cui entrai si accasciò come una coppia contro una scala reale.
  • Stava cercando di comperare sabbia per la sua clessidra, ma io non ne avevo da vendere.
  • Le ombre mi avvolsero. Visi indistinti desiderosi di vendetta mi deridevano. Conoscevano i miei punti deboli e si preparavano all'attacco.
  • [Sognando] Il barista si è lucidato e i sogni sono fatti di negromanti stormi. Canta come una banana twist che si è avvicinata troppo alla costellazione dei loro teschi rasati. La pioggia di rane è cessata, ora tocca a quella di sangue.
  • La verità era una verde fessura bruciante che mi attraversava il cervello... Infinite ripetizioni dell'atto di sparare, il tempo che rallentava per mostrarmi ogni singolo movimento. La paranoica sensazione che qualcuno stesse manovrando ogni mia mossa... Ero in un gioco per computer... Per quanto assurdo, era la cosa più orrenda a cui potevo pensare.
  • Stavo per scoprire che la dea fortuna era una meretrice da pagare ed io avevo finito i soldi.
  • [Sognando la moglie] I fori di pallottola erano come rubini sul suo petto, il sangue ricopriva la sua pelle d'avorio. Era così bella. L'assassino alle sue spalle sorrideva.
  • Il brutto trip mi aveva messo di pessimo umore, l'adrenalina mi pompava dolorosamente nelle vene. Barcollando sul tetto in lamierato coperto di neve e ghiaccio ero come un ninja, la forza scorreva in me. Non prendevo in giro nessuno. Alla meglio potevo essere Superman imbottito di criptonite pronto a volare giù dal lucernaio.
  • Fuori nella notte la neve scendeva come il riso al matrimonio del diavolo. La tempesta era tutto tranne che terminata.
  • Avevo assunto il ruolo del mitico Bogart nei panni del detective Marlowe, o Sam Spade all'inseguimento del Falcone Maltese. Pronto a svelare tutti i misteri. Avrei seguito la mia pista fino alla rivelazione finale, a costo di finire tre metri sotto terra, in una bara di mogano.
  • Proprio quando credi di essere piombato nel più freddo degli orrori, scopri di poter scendere ancora più in basso. Come potevo ammutolire la suadente vocina dentro la mia testa secondo la quale adesso ancor più di prima la mia vendetta era finalmente giustificabile sotto qualsiasi morale? La suadente vocina provava oltre ogni dubbio che la mia esistenza era ormai dannata.
  • Metti al suo posto l'ultimo pezzo di un puzzle e ti accorgi di come l'immagine ti rappresenta mentre completi lo stesso puzzle. Più un assassino psicopatico al tuo fianco.
  • La fabbrica era esplosa alle mie spalle in un mare di fiamme. Tutte le prove erano andate in fumo e cenere. Avevo perso la strada. Non dormivo da un milione di anni. Mi sentivo senza energie. Andavo a ciambelle vecchie di una settimana. Avevano aiutato ad aumentare la pazzia che mi bruciava nel cervello. Non riuscivo a ricordare l'ultima volta che avevo visto il sole. Ero in condizioni di lutto perpetuo. Quando scese l'oscurità, New York City si trasformò in qualcosa di diverso, come una vecchia canzone di Sinatra.
  • Nella notte avvenivano cose orrende lungo le strade della città nuova, Noir York City.
  • Mi tenevo sveglio in una vecchia caffetteria a trangugiare caffé che sapeva di olio per motori, quando un messaggio di BB mi rimise sulle tracce dell'assassino.
  • Più pensavo a come era stato ucciso Alex, più sentivo puzza di tradimento.
  • BB: Max questa volta non puoi vincere.
    Max: Forse no, ma ti assicuro che non sarò l'unico a perdere. BB aveva dimostrato di essere l'ennesimo cattivo di mezza taglia. Un cattivo poliziotto in fuga, un codardo che scappava dalla scena lasciando il lavoro sporco ai suoi scagnozzi prezzolati.
  • [Da Woden] Come a comando, gli agenti in nero sfondarono in quel momento le porte ed entrarono nella stanza. Era uno spettacolo veramente interessante, ma decisi di andarmene prima della fine. Si trattava di una caduta da un solo piano. …per fortuna. Nella terra dei ciechi l'uomo con un occhio solo è colui che governa.
  • Il mio non fu l'approccio più originale al problema, ma le altre strade non andavano nella direzione che volevo. Occhio per occhio, il principio base della vendetta. Vecchio e sporco, ma ancora di moda. La regola base quando si decidere di uccidere qualcuno è di non metterla troppo sul personale. Inevitabilmente però le cose non vanno mai nel modo previsto. Per lo meno così era per me.
  • New York scomparve dietro ad un vetro di neve. Avevo superato la soglia. Ero entrato nel suo dominio: lucido, pulito e senz'anima, tutto vetro ed acciaio. Un luogo governato da schede di sicurezza di diverso colore, metal detector e sistemi di sorveglianza. Più freddo di una passeggiata in un frigo, freddo come la canna di una pistola.
  • Quando l'ascensore tornò giù Mona non c'era più, c'era solo un sacco di sangue, ma nessun corpo. Qualcosa scattò per l'ultima volta. La mia mente non era mai stata così sgombra, come se nel cielo le nuvole temporalesche fossero scomparse e stelle fredde splendessero nella nera oscurità.
  • La Valchiria doveva essere una vergine alata pronta a portarti nel paradiso dei guerrieri, ma si era rivelata una corsa di sola andata per l'inferno. Il diavolo lavorava nel campo della droga. Lo sapevo per certo. Lo avevo incontrato e adesso ero pronto ad ucciderlo.
  • Erano tutti morti. L'ultimo colpo fu come un punto esclamativo a chiusura di quello che era successo. Allentai la presa sul grilletto. Era tutto finito.
  • E allora tutto ebbe fine. La tempesta sembrava aver perso forza. Le nubi lasciavano intravedere le stelle. Era come essere un po' più vicini al paradiso. L'ira funesta dei miei fantasmi mi aveva abbandonato. Sotto di me New York scintillava come diamanti su velluto nero.
  • Woden sorrise soddisfatto. Era un sorriso di vittoria… …e lo condividevamo entrambi.

Fonte: Wikipedia
giovedì, 17 gennaio 2008
author: EvanDeCiren @ 08:01
category: cinema, idoli, registi
comments: commenti (popup) | commenti

Le origini

Quentin Tarantino nasce a Knoxville, Tennessee, il 27 marzo del 1963. La madre, Connie McHugh, è un'infermiera di 16 anni, di origini per metà irlandesi e per metà Cherokee; il padre, Tony Tarantino, che Quentin non ha mai conosciuto perché la madre si separa da lui mentre è ancora incinta, è un italiano di 21 anni, attore con la passione per i western, pilota di aerei e cintura nera di karate. Due anni dopo la nascita del figlio, Connie sposa il musicista Curt Zastoupil, padre adottivo con il quale il giovane Quentin stringe un forte legame.

Nel 1971, la famiglia trasloca a El Segundo, nell'area di South Bay di Los Angeles, dove Quentin frequenta la Hawthorne Christian School. Due anni dopo la madre divorzia dal patrigno.
Nel 1977, a soli 14 anni, Tarantino scrive la sua prima sceneggiatura, Captain Peachfuzz and the Anchovy Bandit. Nel frattempo è passato alla Narbonne High School di Harbor City, California, che però abbandona presto per iniziare a lavorare come maschera al Pussycat, un cinema porno di Torrance. Nel 1981 inizia a prendere lezioni di recitazione entrando a far parte della Theatre Company di James Best.

Nel 1983 lavora per qualche tempo per il nuovo patrigno, Jan Bohusch, affittando stand alle fiere; l'anno successivo passa all'impiego (prima saltuario, poi fisso) presso il videonoleggio Manhattan Beach Video Archives, nell'area di Manhattan Beach a Los Angeles, dove stringe una grande amicizia con molti colleghi e soprattutto con Roger Avary, con il quale spesso collaborerà durante la sua successiva carriera cinematografica.

Continua a studiare recitazione presso lo Actors' Shelter di Allen Garfield, a Beverly Hills, ma i suoi interessi si spostano gradualmente dalla recitazione alla scrittura di sceneggiature e alla regia.

My Best Friend's Birthday 

Nel 1986, mentre ancora lavora ai Video Archives, Tarantino tenta per la prima volta di vestire i panni del regista iniziando a girare un film che avrebbe dovuto intitolarsi My Best Friend's Birthday, su una sceneggiatura scritta dallo stesso Tarantino insieme all'amico e collega Craig Hamann. Tutti i membri del cast e della troupe sono anch'essi dipendenti dei Video Archivies, e partecipano al progetto finanziandolo con 6.000 dollari, detratti dai loro stipendi (all'epoca circa 7 dollari all'ora).
Le riprese vengono fatte su una pellicola 16 mm in bianco e nero, usando come location vecchi bar abbandonati e la casa della madre di Tarantino. La realizzazione del film, rallentata da numerosi contrattempi, si protrae per ben tre anni, e naufraga definitivamente quando parte della pellicola girata viene distrutta per un errore del laboratorio di sviluppo. Il film è comunque visibile su internet e scaricabile su emule, nella versione di 32 minuti.
Molti dei personaggi e delle situazioni di My Best Friend's Birthday saranno però ripresi da Tarantino nelle sue sceneggiature successive. Il personaggio di Clarence torna infatti alla ribalta nel 1993 in Una vita al massimo di Tony Scott, e al suo primo esordio alla regia, con Le Iene, Tarantino è indeciso su una canzone della colonna sonora che era poi una canzone utilizzata (senza i diritti d'autore) in My Best Friend's Birthday.

Le prime sceneggiature: Una vita al massimo, Assassini nati e Dal tramonto all'alba 

Tarantino ottiene per la prima volta un grande successo vendendo per 50.000$ la sceneggiatura di Una vita al massimo (True Romance), scritta nel 1987 insieme a Roger Avary, dalla quale viene realizzato nel 1993 un film con Patricia Arquette e Christian Slater, per la regia di Tony Scott.
Nel 1989 scrive la sceneggiatura originale di Assassini nati (Natural Born Killers), venduta per 400.000$, portata sul grande schermo nel 1994 da Oliver Stone, con il quale Tarantino avrà una violenta lite per gli eccessivi rimaneggiamenti fatti alla sua versione della storia, specialmente nel finale. A causa di tali divergenze, chiede in seguito di essere rimosso dai crediti del film, apparendo solo come autore del soggetto.

Nel 1990 scrive Dal tramonto all'alba (From Dusk Till Dawn), poi diretto nel 1995 da Robert Rodriguez, nel quale Tarantino avrà anche un ruolo da attore, al fianco di George Clooney.

Comincia a lavorare come script doctor, revisionando sceneggiature di diversi film, tra i quali Le mani della notte (Past Midnight), per il quale figura anche come produttore associato.

Sceneggiatore

Attore

Tarantino è anche uno degli attori del film virtuale presente nel videogioco per PC Steven Spielberg's Director's Chair (1996).

Produttore

mercoledì, 16 gennaio 2008
author: EvanDeCiren @ 23:41
category: cinema, idoli, registi
comments: commenti (popup) | commenti

Le origini e gli inizi 

Richard Donner nasce il 24 aprile 1930 nel Bronx, a New York. Appassionato di recitazione, si avvicinò al mondo dello spettacolo nella speranza di intraprendere la carriera di attore, ma si spostò presto verso la regia, iniziando da spot pubblicitari.
Verso la fine degli anni '50 si avvicinò alla televisione, dirigendo alcuni episodi di diverse serie televisive, tra le quali la serie western con Steve McQueen Wanted: Dead or Alive. Ha lavorato ad oltre 25 serie, tra le quali Get Smart, Selvaggio West, Gilligan's Island, L'uomo da sei milioni di dollari, Kojak e un celebre episodio di Ai confini della realtà, intitolato Nightmare at 20,000 Feet, così come il serial Danger Island fino al programma per bambini The Banana Splits.
Il suo primo film - il dramma militare a basso budget Il leggendario X 15 (1961), con Charles Bronson - non ottenne un gran successo, e Donner ritornò a lavorare in televisione.

Dal 1962 al 1965 viene impegnato nella serie Nurses, che lo porta a lavorare accanto a star dell'epoca come Shirl Conway e Gail Lucas. Nello stesso 1962 lavora a Combat!, e dirige attori come Vic Morrow o Rick Jason.
Nonostante le due serie fossero molto diverse tra di loro (Nurses infatti si svolgeva all'interno dell'ospedale e ruotava attorno il personaggio di Shirl Conway e Combat! invece si svolgeva in trincea durante la seconda guerra mondiale) Donner mostrava di sapersi adattare a qualsiasi genere di regia: lenta, veloce o dal taglio nuovo e innovativo.
Nel 1963 dirige tre episodi (Of Rusted Cannons and Fallen Sparrows, Accomplice e Boiling Points) della serie Sam Benedict. Sempre nel '63 è alle prese con la serie tv The Fugitive e dirige due episodi di essa. Negli anni a seguire, sino ai primi anni '70, il regista avrà a che fare con serie televisive sempre di maggior successo come The F.B.I. e Jericho.

La consacrazione

Dopo quattro anni di vari film per la TV, uno per il cinema e altre serie televisive giunge finalmente la gloria desiderata: Richard chiama infatti alla sua corte attori come Marlon Brando, Gene Hackman e Christopher Reeve per il suo film-consacrazione.
Il 1978 è quindi l'anno di Superman. Ispirato alla storia del celebre fumetto di Jerry Siegel e Joe Shuster, il film vede il giovane Superman arrivare sulla Terra e procurarsi un lavoro. In questo primo lungometraggio sull'Uomo d'Acciaio egli si batterà contro il malvagio Lex Luthor che vuole conquistare il mondo.

Gli anni d'oro 

Nel 1980 firma I ragazzi del Max's Bar e nell'82 è (non accreditato, però) uno dei realizzatori di Superman 2. Nell'85 firma il suo film in collaborazione con Steven Spielberg e Chris Columbus, I Goonies, ma nello stesso anno aveva già firmato Ladyhawke.
Pochi anni più tardi, nel 1987, aiuta un regista esordiente, Joel Schumacher a crearsi un nome ad Hollywood, producendo l'ormai cult Ragazzi perduti, che unisce le tematiche di film horror alle tanto care situazioni alla "Goonies".

La serie di Arma letale 

Nel 1987 è l'ora del primo Arma letale, con Danny Glover e Mel Gibson, scritto da Shane Black; il film racconta la storia di due poliziotti molto diversi: Glover porta con sé un'arma, ma Gibson lo è! É lui l'arma letale della situazione.
Solo a due anni di distanza la coppia Gibson/Glover torna con Richard Donner per il sequel Arma letale 2. Qui i due agenti Riggs e Murtaugh sono sulle tracce di diplomatici sudafricani che stanno usando le loro immunità per ingaggiare violente attività criminali.
Nel 1992 il duo - dopo tre anni di assenza dallo schermo - torna con Arma letale 3, dove viene affiancato da Joe Pesci. Questa volta il duo ha a che fare con un poliziotto corrotto e una serie di esplosioni a mai finire nei quartieri della loro città.
A sei anni di distanza dallo schermo, il duo torna nell'ultimo Arma letale 4. Questa volta, Riggs e Murtaugh, alle prese con l'età e altre varie crisi personali devono affrontare un boss cinese che vuole far uscire suo fratello di prigione.

Altri lavori 

Nel 1994, Donner tornò a lavorare alla serie tv Racconti dalla cripta, firmando tre episodi. Sempre nel '94 firmò Maverick e nel 1995 Assassins. Prima di Arma letale 4, Donner si dedicò al film Ipotesi di complotto.

Gli anni recenti

Donner si è assentato per cinque anni dagli schermi mondiali - sia televisivi che cinematografici - come regista, ma come produttore si è dedicato a grossi blockbuster come X-Men e ad alcune piccole serie televisive.
Il suo ufficiale ritorno come regista è nel 2003, in cui ha lavorato al film tratto dal libro di Michael Crichton, Timeline, che racconta del viaggio nel tempo di quattro ragazzi universitari.
Tre anni dopo è uscito sugli schermi la sua ultima fatica con Bruce Willis, Solo 2 re.

Filmografia

mercoledì, 16 gennaio 2008
author: EvanDeCiren @ 20:52
category: musica, cinema, idoli
comments: commenti (popup) | commenti


Nell'aria Stanotte


Lo sento arrivare nell'aria stanotte, oh Signore
Ho aspettato questo momento tutta la vita, oh Signore
Puoi sentirlo arrivare nell'aria stanotte? oh Signore, oh Signore

Se mi dicevi che stavi affogando, non avrei dato una mano
Ho gia visto il tuo visto amico mio, ma non so se sai chi sono
bhe ero li e ho visto ciò che hai fatto, l'ho visto con i miei propri occhi
Puoi cancellare quel sorriso, so dove sei stato
é stato tutta una montagna di bugie

e lo sento arrivare nell'aria stanotte, oh Signore
Ho aspettato questo momento tutta la vita, oh Signore
posso sentirlo nell'aria stanotte, oh Signore, oh Signore
e ho aspettato questo momento tutta la vita, oh Signore, oh Signore

Bhe mi ricordo, mi ricordo, non preoccuparti, come potrò mai dimenticare
é la prima e l'ultima volta che mai ci incontriamo
ma io so le ragioni del tuo silenzio, oh no non mi freghi
perché la sofferenza non si mostra, ma il dolore continua a crescere
questo non é estraneo per me e te

Lo sento arrivare nell'aria stanotte, oh Signore
Ho aspettato questo momento tutta la vita, oh Signore